La Donna. Chi sei veramente ?

Solo nel 1946 alle donne fu permesso di votare. Fu il Monarca dapprima ed in seguito la Repubblica (nella fattispecie i ministri) a dare diritto al voto; uomini in veste di rappresentanti del popolo.

Forse alle nuove generazioni fa un po’ ridere questi tratti decisionali e decisionisti dell’uomo, ma dobbiamo pensare che oggi nel 2021, la cultura patriarcale è ancora molto radicata in una società che vuole ritenersi emancipata e mondialista. Esistono culture orientali e medio orientali, in cui la donna non ha valore paritario in termini di essere vivente. Possono essere sfregiate, violate ed uccise sulla base di un concetto di inferiorità. In occidente va un po’ meglio: per una buona parte vi è una cultura maschilista e molti uomini vedono la donna come oggetto del desiderio. Il loro lavoro, inoltre, viene valutato normalmente inferiore a quello di un uomo.


Vi è da dire, ad onor del vero, che la donna stessa molto spesso sceglie di apparire come oggetto del desiderio e non a caso le cliniche di chirurgia plastica non risentono di particolari crisi economiche, con un trend di crescita annuo medio superiore al 10%. In tal modo si perpetua un’attenzione rivolta all’esteriorità come realizzazione della propria persona, a discapito di qualità e virtù ben più elevate in possesso del mondo femminile. Perché il valore della donna è molto più alto di ciò che appare, di ciò che credono gli uomini e, molto spesso, di ciò che anche lei crede di sé stessa.


Forse la domanda più interessante che potrebbe farsi una donna è: chi sono Io? e Successivamente: chi è la donna?


Per rispondere a queste domande non si può non prendere in considerazione la famiglia, la cultura, considerazioni metafisiche e spirituali.

Questo intenzionale stimolo alle lettrici ed ai lettori vuole porre nuove domande, nuovi punti di vista, nuovi stimoli, per portare in auge la figura e le virtù di questo immenso e profondo mondo che non può non essere ammirato.

Credo sia poco conosciuta la ricercatrice Marija Gimbutas, archeologa lituana. I suoi lavori dimostrarono, tra il 1940 ed il 1970, che esistevano culture matriarcali antecedenti alle culture patriarcali e che non lasciarono grandi tracce per il semplice motivo che non erano culture belliche, di conquista.

Ancor oggi, il suo grande lavoro non è ben accetto dall’élite accademica perché si ritiene poco scientifico. Che siano gli stessi uomini che hanno procrastinato il diritto al voto fino al 1946?


L’associazione Kimono Rosa nasce per proteggere la donna dagli abusi e violenze che subisce ancor oggi da una cultura maschilista limitata, da un’incapacità dell’uomo di riconoscere la grandezza della donna. Credo sia il tempo di rivalutare le qualità della donna anziché averne paura (negli uomini violenti, inconsciamente, vi è molta paura della donna). È giunto il tempo di vedere che la donna è formatrice e creatrice di vita, è il pilastro della famiglia ed è il pilastro della società poiché, dal loro modo di far crescere i figli, dipende la cultura e la società. In poche parole, dovrebbe essere la rappresentazione vivente dell’amore. Mi si perdoni se uso il condizionale perché noto solo piccoli abbozzi di tale principio, non solo da parte dell’uomo, ma anche della donna.


In una società che sta velocemente cambiando, è tempo di fluire in nuovi (ma antichi), paradigmi. È tempo di sostenere la forza insita nella donna. È tempo di gioire della bellezza e della potenza dell’amore.

È vero che vi è ancora tanto dolore (e va accolto da chi nella sua sensibilità empatica lo comprende), ma qualcosa di nuovo sta nascendo; qualcosa di bello che vede il sorgere di una nuova cultura, in cui la donna è a fianco dell’uomo e l’uomo riconosce le sue virtù, senza per questo averne paura o sminuirsi.

Allora dono il mio riconoscimento al coraggio delle donne capaci di chiedere aiuto in momenti di violenza, alla voglia dei volontari e delle volontarie di Kimono Rosa per aiutare donne in difficoltà, alle donne che hanno iniziato a valorizzarsi, agli uomini che sostengono il potere femminile ed a tutta quella nuova cultura che sta avanzando per un mondo migliore e più luminoso.


Piergiorgio Pietrobon

psicologo clinico

formatore tutor in Kimono rosa

per conoscerlo visita la pagina dello staff

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